venerdì 5 dicembre 2008

Beni Culturali in Riviera: tra tutela e valorizzazione

Riguardo all'idea lanciata (giocoforza, viste le ben note diffiocltà finanziarie) dall'amministrazione comunale mirese di coinvolgere le banche nella gestione diretta del patrimonio immobiliare di pregio rivierasco - le "ville" - così come nell'organizzazione in proprio di eventi culturali (mah: il modello di riferimento, in quest'ultimo caso, sarebbe piuttosto quello delle Fondazioni bancarie, che promuovono progetti d'eccellenza germinati su territorio...), vorrei limitarmi a ricordare la mirabile e lapidaria sintesi di Settis (in Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto, Electa, Milano 2005, pag. 16; ma cfr. anche un'opera dall'eloquente titolo: Italia S.p.A.. L’assalto al patrimonio culturale): "chiunque abbia lavorato in un museo, ma anche ogni cittadino in grado di esercitare l’uso della ragione, sa benissimo che tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale (fondamenti della sua conoscenza) sono un processo unico, un continuum non segmentabile”. Da non lasciare in diretta gestione alle banche, né, tantomeno, all'amministrazione comunale, bensì ad operatori qualificati (più specificatamente su quali, magari proverò ad illustrarlo in un più articolato intervento): ma questo è un mio corollario...
-----
la Nuova Venezia — 4 dicembre 2008
«Le ville? Gestiamole con le banche»

MIRA. Un accordo fra banche della Riviera e il Comune di Mira per gestire il patrimonio culturale e architettonico locale.
E’ la proposta del sindaco di Mira Michele Carpinetti in accordo con 4 istituti di credito della zona. «E’ giunto il momento - spiega il sindaco di Mira - di far ripartire l’economia della Riviera proprio coinvolgendo gli istituti bancari nella gestione del patrimonio culturale e storico dell’area. Per questo è importante che le banche non siano solo dei meri sponsor ma che invece contribuiscano con l’acquisto degli immobili o con quote societarie a recuperare beni come villa Levi Morenos, villa Principe Pio, Villa Lenzi e Villa Mocenigo. Le banche infatti con un’ottica di profitto che le contraddistingue potranno organizzare eventi attrattivi e di qualità che altrimenti i Comuni non sono in grado di soddisfare».
Per il sindaco di Mira a questo punto le banche dell’area potrebbero costituire per avallare questa operazione società miste pubblico private a maggioranza pubblica. Una società però che dovrebbe occuparsi del patrimonio non solo mirese ma dell’intero comprensorio.
Un commento positivo all’idea e una disponibilità a realizzare un patto d’area anche in campo turistico e culturale oltre che dalle banche arriva dal presidente dell’Ascom della Riviera, Adelino Carraro.
«Coinvolgendo banche e commercianti nel rilancio dei centri urbani - dice Carraro - c’è la possibilità di mettere in circuito beni fermi e in rovina. Se le banche acquistassero ville e palazzi ormai in degrado, e in Riviera sono decine ormai si lancerebbe finalmente un turismo congressuale e di qualità». (a.ab.)

Etichette:

domenica 30 novembre 2008

Dall'inaugurazione del free shop

Perché un free shop a Mira? Ecco cosa ci ha raccontato Mario:


Ed ecco alcune foto dalla festa di inaugurazione:


...mentre non mancano i primi interessati alla "rimessa in circolo" degli oggetti:


Etichette:

sabato 29 novembre 2008

Srazz vara il Free Shop

Il Gazzettino, 29 novembre 2008

Shopping senza banconote


Mira - (l.g.) A Mira nasce il primo Free Shop di Riviera e Miranese, dove tutto è regalato. Il particolarissimo negozio verrà inaugurato oggi alle 16 al civico 21 di via Borromini a Mira Porte ed è un'iniziativa dell'associazione Srazz.

«L'idea nasce a Berlino sei anni fa in un piccolo locale aperto da un gruppo di amici universitari spiega Michele Saviolo dell'associazione Srazz , ma noi lo abbiamo sperimentato per la prima volta nel 2005 e nel 2006 durante le edizioni di Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo nel parco Valmarana».

Il Free Shop è un negozio molto particolare: ci sono cose di tutti i tipi e tutto ciò che è all'interno è gratuito e a completa disposizione dei clienti. Bandite le banconote, le monete, il baratto e qualsiasi forma di commercio. «L'unico modo possibile per entrare in possesso degli oggetti desiderati spiega Michele - è prenderli e basta, accettando così il regalo che qualcun altro ha fatto, in precedenza, al negozio». Ognuno può contribuire alla costruzione del negozio portando oggetti (ad esempio libri, giocattoli, soprammobili, attrezzi, piccoli elettrodomestici, computer, monitor, ecc.) che non si usano più, ma che potrebbero essere utili ad altri.

Il Free Shop rimarrà aperto, per ora, il martedì dalle 9 alle 12 e il giovedì dalle 15 alle 19.

Etichette: ,

sabato 18 ottobre 2008

Per non dimenticare: la battaglia dell'Olmo 26/27-4-1945

Da Memoria resistente: la lotta partigiana a Venezia e provincia nel ricordo dei protagonisti di Giulia Albanese, Marco Borghi, Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, Nuova Dimensione Edizioni, 2005, pagg.176-78:

Nella zona del Brenta, come ho potuto constatare nel corso delle interviste e dalla letteratura presente in merito, i partigiani compirono soprattutto atti di sabotaggio alle vie di comunicazione telefoniche e ferroviarie, anche se non mancarono gli scontri armati.
L'episodio di maggior rilievo (per molti aspetti ancor oggi non del tutto chiarito), la cosiddetta battaglia dell'Olmo, fu lo scontro a fuoco che costò un notevole tributo di sangue alla Brigata "Fasolato". Durante la notte tra il 26 e il 27 aprile 1945, su disposizione del Cln provinciale oltre duecento partigiani, anche di Marghera, al comando di Bruno Mialich si apprestavano a confluire a Venezia per prendere parte all'insurrezione. Probabilmente a causa di una delazione la formazione è intercettata nel corso della notte da alcune compagnie della X Mas, con elementi tedeschi provenienti da Padova, armate di mitragliere. Sorpresi dall'imboscata i partigiani si videro costretti al combattimento.

La lotta impari durò dalle ore 21 alle ore 23.30, cioè fino all'esaurimento delle munizioni. Caddero i compagni più sopra nominati (Mario Agnoletto, Giuseppe Bellini, Guido Cestonaro, Arturo Cosma, Rino Naritti, Luigi Tolomio e Alfredo Zuin). I compagni Agnoletto Vittorio e De Lorenzi Rinaldo feriti, finite le munizioni, si arresero al nemico che li finì barbaramente.
I nostri compagni prigionieri rimasero come ostaggio nelle mani dei fascisti che li misero davanti al reparto per proteggersi. I banditi della X Mas presero un carro da una famiglia e portarono via le trenta biciclette dei nostri compatrioti, portandole a Venezia." [13]

[13] G.O. Vecchiato, Antifascismo - Resistenza - Liberazione, cit. Il documento è tratto dalla Relazione del comandante della Brigata "Fasolato" di Mira, Angelo Rossato, e dei commissari Bruno Mialich ed Aurelio Rizzato, in data 13 dicembre 1946, Aivsrec (Archivio dell'Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea), b. 10, doc. 37. Giorgio Vecchiato a p. 25 afferma tuttavia che «su questa tragica vicenda esiste ancora tanta omertà... contraddittorie sono anche le relazioni dei partigiani, sia tra di loro che all'interno di ciascuna di esse. A parte il fatto se si trattò di azione di attacco o difesa, non reggono alla logica alcuni punti... comunque, quella sera del 27 aprile del 1945, ben nove resistenti pagarono con la vita la nostra attuale libertà...».

Ines Mumeni [NdR: Ines Mumeni tra il 1943 e il 1945 fu staffetta partigiana della Brigata Fasolato di Mira], staffetta partigiana, ha così ricordato quel drammatico giorno di sangue all'Olmo:

Sì, a proposito, ne parlavamo anche prima, cosa si ricorda dell'episodio dell'Olmo?

Dell'Olmo sì. Là sono partiti questi ragazzi per fermare la X Mas con i tedeschi che erano in testa.

Erano proprio gli ultimi giorni di guerra?

Era proprio l'ultimo giorno. Sicché loro si sono nascosti, abbiamo fatto in tempo a salvare quelli che venivano da Mestre - che allora c'era un mio cognato che anche loro erano lo stesso della brigata Ferretto - loro erano dall'altra parte, venivano avanti, e questi nostri invece erano di qua ma non avevano appoggio da nascondersi. Si sono nascosti sotto un tombino, per dopo saltare fuori al momento giusto, perché non volevano che questi avanzassero; per bloccarne quindi l'avanzata [...]
All'Olmo no: loro si sono bloccati là e si sono nascosti tutti sotto il tombino e quelli di Mestre, invece, non sono riusciti ad arrivare perché erano più indietro. Invece i nostri si sono fermati là, sicché la X Mas... si vede che quello che ti dicevo gli ha fatto la spia dicendo loro: «Guardate che sono nascosti là sotto!», dove avevano anche le bottiglie delle bombe che io avevo fatto in tempo a dargliele, no? E poi ero nascosta ma ho visto tutto, no? Perché c'è un'osteria all'Olmo - non so se ora l'abbiano chiusa - dopo c'era la Corte delle Bocce e c'erano tutti gli alberi, io ero nascosta: io non ho operato dentro perché loro avevano i fucili, vero? Sicché... [...]

E cos'è successo?

Sono venuti quelli della X Mas con i tedeschi e chi da una parte chi dall'altra li hanno fatti venir fuori dalla parte di qua e a ognuno gli sparavano sulla testa: ognuno di loro ha una ferita là e li hanno uccisi tutti quanti, uno a uno. Dopo loro hanno proseguito la loro strada e noialtri li abbiamo trovati là che erano appena andati via, perché era davvero poco. Sicché quella è stata una morte proprio atroce: c'era Naritti che era un ragazzino di quindici-sedici anni, c'erano tutti e due i fratelli Agnoletto, poi ce n'era uno che non so se fosse stato da Fiesso d'Artico o se era invece quello che avevano ucciso mentre venivano avanti gli americani. In totale erano nove-dieci con gli Agnoletto.[14]

[14] Dall'intervista a Ines Mumeni, cit.

La vicinanza di Mira con Mestre permise molti contatti: centinaia di volantini e appelli furono portati e fatti circolare per tutta la Riviera del Brenta (uno di questi "corrieri" era Leone Moressa, un vecchio antifascista mestrino nato a Mira), contribuendo all'opera di sensibilizzazione delle coscienze agli ideali della Resistenza. La Resistenza in effetti non si deve valutare solo in termini militari: essa ebbe soprattutto il merito di risollevare il morale e la fiducia in se stessi degli italiani.
Le interviste effettuate a partigiani, staffette e giovani testimoni all'epoca dei fatti nella Riviera del Brenta confermano sostanzialmente quanto scritto sopra. Esse ci mostrano quasi sempre uomini e donne umili e semplici ma non sprovveduti, in cui l'adesione alla lotta antifascista fu cosciente e spontanea, anche se spesso dolorosa.

N.B.: "Nell'estate del 1944, per iniziativa di alcuni operai della Mira Lanza si costituì a Mira il Battaglione "Umberto Fasolato" (poi brigata), posto al comando di Angelo Rossato. Commissario politico è Mario Minto, al quale succede in un secondo momento Bruno Mialich. Nel giro di alcuni mesi l'azione propagandistica, la diffusione di stampa e manifestini clandestini in gran parte prodotti a Marghera o provenienti dalle centrali dei partiti a Venezia, portano all'avvicinamento di numerosi giovani. La diffusione della stampa si traduce dunque anche in un momento altamente organizzativo. Con l'immissione dei nuovi apporti il battaglione si sviluppa in brigata, conservando egualmente il nome dell'antifascista caro ai miresi, morto di privazioni e stenti. A fianco della Brigata "Fasolato" opera un servizio di collegamento e informazioni assolto da diverse staffette femminili dirette da Giovanna Cabianca Gatto, una vecchia e decisa antifascista.
Giovanna Cabianca Gatto, moglie di Arturo Gatto, un noto antifascista (che subirà un anno di confino) conosciuto anche a Venezia, non rappresenta l'unico esempio di figura femminile emersa nella Resistenza rivierasca. La Resistenza, anche nella zona del Brenta, coinvolse per la prima volta nella lotta antifascista anche le donne: pur se poche numericamente, seppero farsi valere come staffette partigiane Giovanna Cabianca Gatto, Elvira Mazzucco (Maria), compagna di Romeo Isepetto incarcerata più volte, Ines Mumeni, Maria Carraro o Natalina "Irma" Boscaro, allora giovani ragazze, che a piedi o in bicicletta, sfidando i posti di blocco fascisti e tedeschi, portavano ordini e notizie a prezzo spesso di gravi rischi personali. Il prezioso apporto recato alla Resistenza da queste coraggiose donne, pur se in alcuni casi con colpevole ritardo, è stato alla fine giustamente riconosciuto. [p.174]


Clicca sulla foto per ingrandire; vai al blog dell'Associazione Srazz per avere notizie degli atti di vandalismo che hanno colpito recentissimamente il cippo commemorativo:


caduti_per_la_liberta

Etichette: ,

lunedì 29 settembre 2008

Vendere i gioielli di famiglia

Servono soldi, Mira vende le sue ville
la Nuova Venezia — 27 settembre 2008

MIRA. Mira vende le proprie ville per far cassa e affrontare la crisi delle entrate dovuta all’abolizione dell’Ici e agli scarsi trasferimenti da Stato e Regione. Saranno vendute villa Mocenigo a Oriago, villa Levi Morenos a Mira Taglio, Villa Lenzi quando il distretto sanitario sarà spostato, e ancora l’ex essiccatoio e l’ex Macello. Se ne ricaveranno circa 10 milioni di euro. «Purtroppo siamo obbligati a vendere» spiegano l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Lorenzin e quello al bilancio Enzo De Lorenzi. Continuano: «I soldi che abbiamo a bilancio non bastano più per far fronte alla richiesta dei servizi che proviene dai nostri cittadini». Una delle ville più prestigiose che saranno vendute è villa Mocenigo, a Oriago, che attualmente ospita la sede staccata di Ca’ Foscari. «L’ università - spiega Lorenzin - ha comunicato che dall’anno accademico 2009-2010 è intenzionata a trasferire il biennio di specializzazione in Economia Turistica nelle nuove strutture di via Torino a Mestre. La Riviera con questa scelta ne soffrirà molto. La presenza dell’università era un vanto per la città di Mira». Il comune pensa di ricavare dalla vendita di villa Mocenigo almeno 4 -5 milioni di euro. Ma altri soldi arriveranno da Villa Levi L Morenos e Villa Lenzi, attuale sede del distretto sanitario. «Per quanto riguarda villa Levi Morenos - prosegue Lorenzin - la stima che si fa di vendita è di 3 milioni, 3,5 milioni di euro. La Lega fa disinformazione quando dice che puntavamo a venderla per 7-8 milioni di euro. La questione della vendita di Villa Lenzi poi è stata affrontata direttamente dal sindaco che si sta occupando della questione del trasferimento del distretto. Sarà venduta dopo il 2009». Non sarà venduta invece villa Principe Pio, che ha visto pochi mesi fa il fallimento del Museo a causa del dissesto della cooperativa che gestiva il servizio. «Questo edificio - assicura il vicesindaco Davide Meggiato - sarà recuperata ad uso museale, come sede museale prestigiosa diventerà Villa Contarini dei Leoni». Il comune che quest’anno ha perfezionato la vendita delle ex scuole di Dogaletto e Marano, è intenzionato a vendere anche l’ex Macello e l’ex essiccatoio, entrambi a Mira Porte. «Da queste due alienazioni - concludono De Lorenzi e Meggiato - pensiamo di ricavare almeno un milione mezzo di euro. Certo non è nostra intenzione svendere il patrimonio. Va ricordato infine che nel caso delle ville, chiunque le acquisterà dovrà rispettare il vincolo pubblico. Dovrà cioè renderle accessibili ai turisti o visitatori in determinati periodi della settimana». - Alessandro Abbadir

mercoledì 14 novembre 2007

Consulte miresi, si apre un nuovo ciclo


La settimana scorsa, sono stati (finalmente) rinnovati gli organi esecutivi delle consulte miresi: come forse ricorderete, erano decaduti assieme alla scorsa amministrazione, a fine maggio, a causa di un regolamento sicuramente da cambiare.
Orbene, sono stato rieletto alla presidenza della Consulta Pubblica Istruzione e Cultura (nel frattempo, le due deleghe fanno capo a due assessori diversi, Davide Meggiato e Giorgia Cestonaro, visto che la cultura è stata separata dalla pubblica istruzione - e non si dimentichi che per quanto riguarda gli asili il referente è l'ex-assessore e attuale presidente di Mira Innovazione Massimo Zuin...): ovviamente sono lieto della fiducia riscossa tra le associazioni culturali miresi (che ormai superano abbondantemente la ventina, dopo i nuovi innesti), ma non nascondo che avrei preferito - nella mia come nelle altre consulte - un ricambio al vertice che non c'è stato (tranne che nello sport, dove l'ottimo Piergiorgio Gasparini ora opera fuori-comune), allo scopo di allargare la base delle persone coinvolte.
In particolare, mi duole che persone attive e impegnate nel tessuto culturale mirese quali il mio vice-presidente, Emanuele Pagin (Amici di Marano), o come Nicola Baldan (Centro Studi Riviera del Brenta), non faranno parte del nuovo comitato esecutivo (sarò affiancato da Nicoletta Negri, Donatella Tambini e, come riconferme, da Galliolo e Poppi): spero, in ogni caso, vogliano seguire e partecipare attivamente alle nostre sessioni di lavoro che erano e saranno del tutto aperte.
A breve contiamo di incontrarci con l'assessore alla Cultura, perché ci venga illustrato il programma delle attività per il 2008, in modo tale da instaurare al più presto possibile una proficua collaborazione.
Ma ecco l'articolo apparso in data odierna:

- - -
Il Gazzettino, mercoledì 14 novembre 2007
MIRA
Nominati i nuovi presidenti e vicepresidenti delle Consulte



Mira
(l.g.) Individuati i nuovi presidenti e vicepresidenti della Consulte di Mira. Dopo il rinnovo dell'amministrazione comunale, lo scorso giugno, anche i vertici delle Consulte sono stati rinnovati.

Questi i nomi dei nuovi eletti: Consulta Attività Assistenziali: Presidente Gastone Santoro, Vice Presidente Silvia Speronello; Consulta Assocazionismo e Volontariato: Presidente Michele Lionetti e Vice Presidente Samuel Levorato; Consulta Sport e Tempo Libero: Presidente Giuseppe Baldan e Vice Presidente Sara Marchiori; Consulta Pubblica Istruzione e Cultura: Presidente Nico Narsi e Vice Presidente Nicoletta Negri; Consulta Ambiente: Presidente Massimo Minotto e Vice Presidente Arianna Vesco.

Rinviata la nomina dei vertici delle consulte Cittadini Stranieri e Donne, le uniche due consulte che ammettono eccezionalmente la presenza, oltre a quella dei rappresentanti delle associazioni, anche di singole persone fisiche e dove gli assessori di riferimento, Giorgia Cestonaro e Silvia Carlin, riconvocheranno gli iscritti nei prossimi giorni.

Le Consulte sono organismi propositivi, com-posti dai rappresentanti delle associazioni operanti nel territorio comunale, raggruppate per ambiti di interesse e di attività: Pubblica Istruzione e Cultura, Sport e tempo libero, Attività assistenziale, Ambiente e Protezione Civile, Associazionismo e volontariato.

"Il ruolo della Consulta è estremamente importante - spiega l'amministrazione comunale di Mira. - Si tratta infatti di un ponte diretto tra bisogni ed esigenze dei cittadini e scelte dell'amministrazione: ogni Consulta può presentare le sue istanze al Sindaco o all'Assessore che presenzia alle sedute, il Sindaco può chiedere alle Consulte il parere in merito alle proprie linee programmatiche e, inoltre, la Consulta ha libero accesso agli at-ti e ai documenti in possesso dell'amministrazione".

Etichette: ,

venerdì 26 ottobre 2007

Stipendi Amministrazione Mirese


Stipendi Amministrazione Mirese
Inserito originariamente da Nico Narsi
Dati 2007, Giunta Carpinetti, come da articolo Gazzettino.

[upload di prova via cellulare]

mercoledì 6 giugno 2007

Petizione pro Tam Tam [update]



Riceviamo e volentieri pubblichiamo la Petizione che l'Associazione Culturale Srazz sta facendo circolare, a partire da domenica scorsa, tra i cittadini del territorio mirese, per sensibilizzare l'Amministrazione Comunale a prendere provvedimenti a tutela della più importante, partecipata ed estesa manifestazione culturale e sociale presente sul territorio mirese. Ulteriori informazioni sulle modalità di adesione e sull'andamento dell'iniziativa li troverete sul sito della Srazz dove è anche possibile esprimere direttamente on-line la propria adesione:
Fine maggio, iniziano le calde giornate che introducono all’estate.
Solitamente, in questo periodo, al Parco Valmarana ci sarebbe dovuta essere un’atmosfera frenetica dovuta, prima, ai preparativi per l’allestimento del TamTam Suoni e Culture dal Mondo e, dopo, per lo svolgimento del festival che negli ultimi otto anni ha accompagnato l’arrivo della bella stagione, diventando un appuntamento da non dimenticare del popolo della Riviera e non solo...
Quest’anno è diverso: se vi capita di passare dalle parti del Parco Valmarana andateci. Troverete il solito parco, ma lasciato abbandonato a se stesso e null’altro! Avete capito bene!
Quest’estate niente serate da passare in riva al Brenta a scoprire nuovi mondi attraverso gli artisti, provenienti dai quattro angoli del pianeta, che salivano sul palcoscenico.
Quest’estate niente giornate di gioco, animazione e svago per i bambini.
Quest’estate niente iniziative che più di sessanta Associazioni e gruppi giovanili, avevano allestito.
Quest’estate niente quattro chiacchiere sotto gli alberi, davanti a un piatto e a una bibita, con la famiglia o con gli amici.
Quest’estate niente “quattro passi sull’erbetta in maglietta e savatine”, come canta Herman Medrano nella sigla del Tam Tam.
E tutto questo succedeva in una situazione di sicurezza, in un’atmosfera di relax e serenità.
Se anche per te il Tam Tam ha lasciato un segno indelebile o semplicemente dei buoni ricordi...
Se credi che la perdita di questa manifestazione sia qualcosa che non debba più ripetersi, dato il suo carattere sociale, aggregativo e, di fatto, unico evento dell’estate mirese, e non solo...

Lascia la tua firma!!!

Fai arrivare anche la tua voce a chi non ha capito, o non vuol capire, il valore di questa manifestazione, di questa festa unica per offerta, qualità, serietà di intenti e di impegno, con la partecipazione del territorio attraverso la partecipazione di Associazioni e Gruppi.
Passa parola, fai circolare la voce affinchè non venga scritta la parola fine a quest’avventura che, cresciuta di anno in anno, ha ancora molto da donare, culture da farvi scoprire, storie da raccontare!

Trovi la petizione anche online sul sito www.srazz.com.

Etichette: ,

giovedì 31 maggio 2007

2° Mercatino dei Ragazzi - 3 giugno Parco Valmarana

[Cliccare sull'immagine per ingrandire il volantino]

Etichette: ,

domenica 27 maggio 2007

Tam Tam 2007: tutto in un giorno (domenica 3 giugno)

Una giornata da trascorrere all’aperto, all'interno di una specie di "pic nic gigante", immersi nel clima del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, dalle ore 10,00 del mattino fino al tramonto (21,30 circa). Al mattino ci sarà il "II Mercatino dei Ragazzi", l'apertura del laboratorio per la manutenzione e riparazione della bicicletta, un esperimento di..., una mostra di fotografia e una, invece, dedicata alle energie alternative, sarà allestito un campo da pallavolo. Faremo la pulizia del Parco Valmarana e, nel pomeriggio, potete trovare musica dal vivo, animazione per i bambini (che è aperto anche ai loro genitori), un laboratorio di creatività e... molto altro ancora! Se siete artisti di strada, busker, giocolieri, animatori o... qualsiasi altra cosa, lo spazio non manca al Parco Valmarana e vi aspettiamo per assistere alle vostre performances!!! Non possiamo descrivere tutto quello che accadrà, perciò vi invitiamo a passare a trovarci.Unitevi a noi per dire:

NON C'È ESTATE A MIRA, SE NON COMINCIA CON IL TAM TAM!



HANNO ADERITO:


A.N.F.F.A.S. Riviera del Brenta, AGESCI Mira 1, AGESCI Mira 2, AGESCI Mira 3, Albatros, Amici della Bici Riviera del Brenta, Amici della Musica, Arch-Cine-Foto, Asanti Sana Onlus, aStraSiempre, Averiko, Bandera Florida, C.A.I., Calimero Club, Catarsi, Centro Anziani A.Palladio, Centro Studi Riviera del Brenta, Circolo ARCI Pianeta Musica, Consulta Cittadini Stranieri, Ecomuseo AdMira Brenta, Eye Move, Fizzy Angel5, Frequenze visive, Gli Amici di Marano, Gruppi musicali Scuola Secondaria G. Galilei, Gruppo Volontariato Anziani Oriago, Gruppo Volontariato “la bella Età”, Il Cippo, Il Quadrifoglio, Karibù, L'altra metà di Meien, LAV, Lega Ambiente, Mamma Rosa, MIRAgGIO, MyStufi, Peter Pan e l'isola che non c'è, Rete NO-AR, NonSoloCinema, Pacha Mama, Polisportiva Arcobaleno, Psiche 2000 Onlus, Radio Faina, Sala Monteverdi, Sorriso Sport Disabili, Tangram, Teatro Metropolitano, Università Popolare F.Petrarca, Zigo Zago

Etichette: